Focus

Comprendere
i cambiamenti
climatici

Il cambiamento climatico si configura come una variazione significativa e duratura delle condizioni medie del clima che si riscontra nel corso di almeno un trentennio di rilevazioni. Può essere causato da processi naturali o dalle attività umane.

Oggi le evidenze scientifiche indicano che l’aumento dei gas serra dovuto soprattutto alle attività antropiche – come l’uso di combustibili fossili e i cambiamenti nell’uso del suolo – rappresenta uno dei principali fattori del riscaldamento globale. L’accumulo di queste sostanze nell’atmosfera altera l’equilibrio del sistema climatico, aumentando la temperatura media del pianeta e influenzando fenomeni come precipitazioni, vento e umidità.

Meteo e clima: qual è la differenza?

La differenza tra meteo e clima riguarda soprattutto la scala temporale.

METEO

Indica le condizioni atmosferiche in un luogo e in un momento preciso (temperatura, pioggia, vento, nuvolosità), previste nel breve periodo: ore o pochi giorni.

La disciplina che ne consegue, ovvero la meteorologia, può dunque essere definita come “la scienza del tempo che è e che sarà”.

CLIMA

Descrive l’andamento medio delle condizioni atmosferiche di una zona nel lungo periodo, generalmente calcolato su almeno 30 anni.

La disciplina che ne deriva, ovvero la climatologia, permette di comprendere il funzionamento globale dell’atmosfera nel lungo periodo, sia passato che futuro

Per Approfondire

Impatti sul territorio transfrontaliero

Il territorio che comprende Provincia di Cuneo, Hautes-Alpes e Alpi dell’Alta Provenza è considerato un hotspot climatico, cioè un’area particolarmente sensibile agli effetti del cambiamento del clima.

L’aumento delle temperature, la riduzione del manto nevoso e la maggiore frequenza di eventi estremi – come siccità, alluvioni e frane – stanno modificando gli ecosistemi e avendo forti impatti sul territorio.
Questi cambiamenti incidono anche sulle attività economiche (come agricoltura e turismo, ma non solo..) e sulla gestione delle risorse naturali, rendendo sempre più necessarie strategie condivise di adattamento tra le regioni di confine.

Affrontare il cambiamento climatico richiede collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e società civile. Una corretta informazione e una comunicazione chiara e immediata diventano quindi elementi fondamentali per rafforzare la capacità delle comunità di adattarsi e reagire agli eventi ambientali.


Fenomeni naturali ed eventi meteorologici estremi

Un evento meteorologico estremo è un fenomeno insolito per una specifica area o stagione, più intenso o frequente rispetto alla media osservata negli ultimi 30 anni. Analogamente, eventi non così rari ma comunque in grado di provocare gravi danni o vittime, possono essere considerati estremi.

L’area transfrontaliera è soggetta a fenomeni naturali la cui frequenza e intensità possono aumentare a causa del cambiamento climatico, ad esempio:

precipitazioni più intense e concentrate
aumento del rischio di alluvioni
fusione più rapida della neve e instabilità dei versanti
stagioni degli incendi boschivi più lunghe
variazioni nella dinamica delle valanghe
periodi di siccità e ondate di calore più frequenti

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Rischio ambientale

Il rischio ambientale indica la possibilità che fenomeni naturali o causati dall’uomo provochino danni all’ambiente, alle persone, alle attività economiche e alle infrastrutture.

Dipende dall’incontro tra:
– pericolo (hazard): l’evento potenzialmente dannoso
– vulnerabilità: la fragilità del territorio e delle comunità esposte

La prevenzione del rischio comprende le azioni che riducono la probabilità che questi eventi si verifichino o ne limitano gli effetti: pianificazione territoriale, tutela degli ecosistemi, gestione sostenibile delle risorse naturali e preparazione delle comunità locali.


Allerta meteoidrogeologica

E’ un sistema di previsione e prevenzione che segnala possibili fenomeni meteorologici intensi (piogge abbondanti, temporali, vento forte) e i loro effetti sul territorio, come frane, alluvioni o piene dei corsi d’acqua.

Le allerte sono classificate per livelli di criticità e servono a informare cittadini, enti locali e strutture operative, così da adottare comportamenti adeguati e ridurre i rischi.

In Italia, gli aggiornamenti arrivano dai bollettini ufficiali di ARPA e della Protezione Civile, con previsioni dettagliate e livelli di allerta (verde, giallo, arancione, rosso) associati ai diversi scenari di rischio.
I bollettini sono aggiornati quotidianamente o in caso di variazioni e diffusi tramite siti web, app e media.

In Francia, il riferimento è la Vigilance météorologique di Météo-France, realizzata con le autorità di sicurezza civile: utilizza la stessa scala di livelli e fornisce bollettini, previsioni e indicazioni operative aggiornate e diffuse tramite web, app e media.

per Approfondire

Comunicare il cambiamento climatico e il rischio significa costruire fiducia.

I messaggi devono essere coerenti, tempestivi, affidabili e provenire da fonti riconoscibili e basarsi su contenuti scientificamente validati.