PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
GIORNALISTe/i
CITTADINanza
La sezione strumenti è pensata per fornire materiali, guide e risorse pratiche per comprendere, gestire e comunicare rischi naturali e fenomeni climatici.
Qui troverai informazioni organizzate in modo chiaro che ti aiuteranno con FAQ, link a progetti e piattaforme, strumenti operativi e buone pratiche, a trasformare i dati e le conoscenze in azioni concrete sul territorio.
Pubbliche Amministrazioni
Le pubbliche amministrazioni locali sono in prima linea nella gestione degli impatti dei cambiamenti climatici e dei rischi ad essi correlati: pianificano il territorio, sviluppano e promuovono politiche in un’ottica di mitigazione e adattamento climatico, tutelano la sicurezza dei cittadini e coordinano la comunicazione istituzionale sia nella prevenzione sia durante le emergenze.
Adattare il linguaggio ai diversi pubblici (cittadini, imprese, scuole), usare esempi locali e promuovere attività interattive – come esercitazioni, laboratori o workshop – permette di trasformare l’informazione in partecipazione attiva.
Anche il coinvolgimento del tessuto economico è essenziale: informare le imprese sugli impatti climatici, promuovere la prevenzione e favorire la collaborazione tra pubblico e privato contribuisce a rendere il territorio più resiliente.
Conoscere il rischio
Quali sono i principali rischi climatici che interessano il mio territorio?
Dipendono dal contesto geografico. In tal senso, comunque, esistono alcuni strumenti utili di libera consultazione nei dettagli: mappe dei rischi naturali regionali, portali meteo e geologici, rapporti di ARPA o altri enti scientifici.
ARPA Piemonte (Italia): dati e mappe aggiornate.
Géorisques e DREAL PACA (Francia): portali regionali sui rischi naturali.
ORRM – Observatoire Régional des Risques Majeurs: dati e studi transfrontalieri
Come posso valutare la vulnerabilità del territorio ai cambiamenti climatici?
Attraverso strumenti di analisi GIS, piani di rischio locale, database su eventi passati e scenari climatici futuri
disponibili tramite agenzie regionali o progetti europei come Copernicus.
Progetti ALCOTRA come RISK o RiskNat offrono, inoltre, strumenti operativi per analisi e prevenzione.
Come distinguere tra rischi reali e percezioni della popolazione?
Combinando dati scientifici con indagini sulla percezione del rischio. Utile, in tal senso, coinvolgere esperti e community per validare le informazioni.
Gestire il cambiamento
Quali strategie di prevenzione e adattamento posso implementare?
Piani di emergenza comunali, sistemi di allerta precoce, strumenti di gestione del territorio (es. manutenzione boschi e argini, incremento delle superfici permeabili e interventi di deimpermeabilizzazione del suolo, messa a dimora di specie vegetali più adatte alle attuali e future condizioni climatiche, incrementare l’ombreggiamento urbano e mitigare l’effetto isola di calore urbano), regolamenti edilizi resilienti, regolamentazione degli orari di lavoro in base alle temperature in crescita, agevolazione dello smartworking durante i periodi di allerta, riduzione dell’impatto energetico dell’Amministrazione, inserimento attivo degli
SDG all’interno della propria pianificazione, adesione e implementazione dei PAESC e PCAET, collaborazione con altre Amministrazioni ed enti territoriali.
Come integrare i rischi climatici nei piani urbanistici e di sviluppo?
Prevedendo aree a rischio, criteri di costruzione resilienti e scenari futuri nel piano regolatore o nei Piani di Protezione Civile.
Quali risorse finanziarie o tecniche sono disponibili?
Fondi europei (Interreg, LIFE, Horizon Europe), regionali e nazionali per progetti di adattamento climatico; supporto tecnico da agenzie scientifiche o università.
Ci sono buone pratiche e iniziative a cui ispirarsi?
In un’ottica di ottimizzazione di risorse e tempo, è fondamentale condividere e replicare buone pratiche di adattamento, mitigazione e prevenzione.
Consulta buone pratiche dei progetti Espace Mont-Blanc e PITER Les Hautes Vallées.
Trovi linee guida anche nel progetto Progetto RITA – Regione Valle d’Aosta.
Comunicare con efficacia
Come informare i cittadini senza generare panico?
Messaggi chiari, concreti e tempestivi, con focus su azioni pratiche che i cittadini possono intraprendere. Utilizzare esempi locali e dati visuali.
Puoi prendere spunto dalle campagne del progetto RISK.
Quali canali di comunicazione sono più efficaci?
Siti web istituzionali, social media, newsletter, punti informativi sul territorio, eventi pubblici e comunicati stampa.
Come coinvolgere i media locali?
Fornendo dati aggiornati, storie locali di impatto e materiale visuale (mappe, infografiche). Stabilire relazioni con giornalisti esperti di ambiente.
Coinvolgere e responsabilizzare la comunità
Come promuovere la partecipazione dei cittadini nelle scelte sul clima e formare i cittadini senza generare panico?
Organizzare consultazioni pubbliche, forum cittadini, laboratori partecipativi e campagne di informazione. L’obiettivo è quello di migliorare la comprensione delle sfide climatiche, ponendo l’accento su azioni concrete e alla portata di tutti.
Come creare partnership con scuole, associazioni e imprese?
Coinvolgendo soggetti locali in progetti educativi, simulazioni di emergenza, programmi di volontariato e iniziative di sensibilizzazione. Questa collaborazione contribuisce a rafforzare la cultura del rischio e la capacità di adattamento del territorio.
Come valutare il livello di consapevolezza della popolazione?
Attraverso sondaggi, questionari online, feedback sui social e monitoraggio della partecipazione a eventi e iniziative pubbliche.
Giornaliste/i
Chi si occupa di informazione e di comunicazione ha un ruolo che va oltre il semplice racconto: rappresenta un ponte tra la scienza e il pubblico e svolge la funzione di diffondere notizie e aggiornamenti affidabili, favorire la comprensione dei fenomeni in atto (e dei rischi ad essi correlati) che interessano un territorio e la rispettivapopolazione.
Un’informazione chiara rafforza la resilienza delle comunità, guida i cittadini verso comportamenti più sicuri e consapevoli e favorisce la messa in campo di politiche e strategie di mitigazione e adattamento da parte delle istituzioni.
Per raccontare eventi estremi e fenomeni climatici in modo corretto:
– verifica sempre le fonti scientifiche e istituzionali;
– distingui tra allerta (rischio reale e imminente) e avviso (informazione preventiva o di monitoraggio);
– impara a differenziare gli episodi di stampo meteorologico, concentrati nel tempo e nello spazio (es. singola alluvione, nevicata, ondata di calore), da quelli di tipo climatico, riferiti a tendenze dilatate nel tempo (es. aumento della temperatura annua, incremento statistico dei fenomeni estremi, diminuzione statistica delle nevicate e/o della durata del manto nevoso al suolo);
– porta il lettore sul territorio con esempi concreti, storie locali e testimonianze dirette.
Comprendere e comunicare i rischi climatici
in modo affidabile e responsabile
Quali sono i principali rischi climatici nel territorio che seguo?
Dipendono dalla geografia locale (alluvioni, frane, valanghe, incendi, ondate di calore). Fonti affidabili: report ARPA, Protezione Civile,
dati meteorologici ufficiali e studi scientifici pubblicati.
Come distinguere dati scientifici affidabili da notizie non verificate?
Verificando fonti ufficiali, confrontando più studi o report, consultando esperti e istituti di ricerca riconosciuti.
Quali scenari futuri posso raccontare senza generare allarmismo?
Basandosi su modelli climatici ufficiali e trend storici, contestualizzando i dati con esempi locali e concreti.
Raccontare i cambiamenti in atto
Come posso rendere comprensibili i rischi climatici al pubblico generale?
Usando infografiche, mappe interattive, storytelling basato su casi reali, video brevi e comparazioni visive (prima/dopo, scenari futuri).
Quali termini usare per comunicare il rischio senza creare panico?
Preferire un linguaggio chiaro e concreto, evitare termini sensazionalistici, spiegare le probabilità e le azioni concrete che cittadini e istituzioni possono intraprendere.
Come trovare storie locali di resilienza o adattamento al clima?
Contattando comuni, scuole, associazioni locali e progetti europei, come ClicAlp, che raccolgono buone pratiche e casi studio.
Verifica e affidabilità
Come verificare i dati climatici prima di pubblicarli?
Confrontando più fonti ufficiali, controllando date e metodologie, intervistando esperti o ricercatori del settore.
Come citare correttamente fonti scientifiche o istituzionali?
Fornendo riferimenti precisi, inserendo link ai report originali e nomi degli esperti intervistati, distinguendo chiaramente tra dati e opinioni.
Come gestire notizie in caso di eventi estremi in tempo reale?
Diffondere solo le informazioni verificate dalle autorità, aggiornare continuamente i dati, segnalare le fonti ufficiali e suggerire comportamenti sicuri per i cittadini.
Strumenti e collaborazione
Quali strumenti digitali possono aiutarmi a raccontare i cambiamenti climatici?
Mappe interattive, dashboard climatiche, strumenti GIS, database meteorologici, infografiche preimpostate e kit di comunicazione dei progetti pubblici.
Come collaborare con esperti e istituzioni senza compromettere l’indipendenza giornalistica?
Chiedendo interviste, partecipando a workshop o eventi pubblici, utilizzando fonti ufficiali per dati e conferme, mantenendo sempre trasparenza sulle fonti.
Esistono linee guida o best practice per giornalisti sul clima?
Sì, molti enti europei e ONG hanno pubblicato guide per comunicare i rischi climatici in maniera efficace e responsabile, come il progetto CliCAlp, il Climate Media Network o il WWA.
Cittadinanza
I cambiamenti climatici stanno modificando il modo in cui viviamo e vivremo sul nostro territorio.
Conoscerne le cause e i rischi naturali legati al clima significa acquisire le competenze per adattare i propri comportamenti, proteggere se stessi, la propria famiglia e comunità.
Comprendere questi fenomeni permette di reagire in modo tempestivo e sicuro, e di contribuire all’adattamento e alla resilienza del territorio.
Ognuno può fare la differenza: informandosi da fonti ufficiali, partecipando alle iniziative locali, segnalando situazioni di rischio e adottando comportamenti responsabili. Attività ludiche, esercitazioni e momenti di formazione collettiva aiutano a diffondere coscienza ambientale e la cultura del rischio in modo semplice e coinvolgente.
Conoscere
Quali rischi climatici riguardano il mio territorio?
Dipende dall’area: in montagna possono esserci frane, alluvioni e valanghe, in pianura ondate di calore, esondazioni e temporali violenti.
Strumenti utili: mappe di rischio comunali, bollettini meteorologici e siti istituzionali regionali.
Vigimont: monitoraggio e previsione dei rischi in montagna
ANENA: formazione e prevenzione del rischio valanghe
Géorisques: mappa francese dei rischi naturali
ARPA Piemonte: dati e bollettini ambientali regionali
Regione Piemonte: La forza della prevenzione – conoscere i rischi per evitarli
Come posso capire quanto il mio quartiere o la mia casa sono a rischio?
Controllando mappe di rischio, piani di emergenza comunali e registri di eventi passati.
Alcuni comuni offrono strumenti online per valutare la vulnerabilità domestica.
Géorisques: mappa francese dei rischi naturali
Sicuri per davvero: Mappa dei rischi naturali dei comuni italiani
Come distinguere tra informazioni affidabili e allarmismi?
Consultando fonti ufficiali (Comune, Protezione Civile, ARPA) e siti scientifici riconosciuti; diffidare di notizie senza riferimenti chiari e citazioni delle fonti.
Prevenire e proteggersi
Cosa posso fare per proteggere la mia famiglia e la mia casa?
Preparare un kit di emergenza, conoscere le vie di evacuazione, verificare lo stato di tetto e impianti,
partecipare a esercitazioni di protezione civile.
Consulta:
Comportamenti da adottare (FR) | Conoscere i pericoli per evitare i rischi (IT)
Come posso ridurre l’impatto personale sul clima?
Rivalutare le proprie scelte alimentari, ridurre i consumi energetici, usare trasporti sostenibili, fare la raccolta differenziata,
piantare alberi o partecipare a iniziative locali di adattamento.
Osservare con spirito critico le tue abitudini e i propri consumi, informarsi e imparare a mitigare il proprio impatto riducendo l’impronta ecologica.
Come comportarsi durante eventi estremi (alluvioni, ondate di calore, incendi)?
Seguire le indicazioni della Protezione Civile, non sottovalutare le allerte e le comunicazioni ufficiali, mantenere contatti con vicini e comunità locale.
Io non rischio!
Comunicare e informarsi
Come rimanere aggiornato sui rischi climatici e sulle emergenze?
Iscrivendosi a newsletter comunali, seguendo i social media ufficiali, scaricando app di allerta meteo o protezione civile.
ARPA Piemonte
ORRM – Observatoire Régional des Risques Majeurs
Italy for Climate
Come parlare di cambiamenti climatici con amici e famiglia senza creare paura?
Condividendo informazioni concrete e pratiche, esempi virtuosi, consigli utili per la sicurezza, e incoraggiando azioni positive quotidiane.
Italy for climate
Réseau Action Climat
Partecipare alla comunità
Come posso contribuire alla resilienza del mio territorio?
Partecipando a iniziative locali, come la pulizia di fiumi e boschi, a progetti di volontariato, o a programmi di educazione ambientale nelle scuole
Quando devi realizzare dei nuovi interventi (edificazione nuove aree, interventi di riqualificazione, interventi sulla vegetazione, etc..)
fai le scelte progettuali corrette e affidati ai professionisti!
Come segnalare problemi o situazioni di rischio al Comune?
Attraverso app, numeri di emergenza, segnalazioni sul sito comunale o direttamente agli uffici di Protezione Civile.
Esistono esempi di buone pratiche da seguire?
Educarsi ed educare
Perché è importante informarsi sui cambiamenti climatici?
Per comprendere le cause e gli effetti della crisi climatica, non farsi ingannare dalle strategie di greenwashing e dalle fake news sul clima e per prendere decisioni consapevoli nella vita quotidiana. Un cittadino informato è più preparato ad affrontare i rischi e a contribuire alla resilienza del proprio territorio.
Dove trovare informazioni affidabili e aggiornate?
Attraverso fonti ufficiali, enti di ricerca e canali dedicati alla divulgazione. Puoi inoltre seguire il canale LinkedIn del progetto per ricevere consigli di lettura, aggiornamenti e risorse utili per approfondire.
Quali strumenti educativi posso utilizzare o proporre?
Attività interattive come La Fresque du Climat – L’Affresco per il Clima permettono di comprendere in modo collaborativo le dinamiche della crisi climatica.
Sono strumenti adatti a scuole, aziende e cittadini per stimolare la consapevolezza e l’azione.
