Tra il 21 e il 25 novembre 2016, caddero oltre 600 mm di pioggia in zone montane. Il Tanaro esondò, causando danni stimati in oltre 500 milioni di euro in Piemonte (47 milioni in agricoltura).
Impatto economico e ambientale
L’alluvione del novembre 2016 provocò danni stimati in oltre 500 milioni di euro in Piemonte, di cui una quota significativa nella provincia di Cuneo. In agricoltura si registrarono perdite di circa 47 milioni di euro, colpendo vigne, noccioleti e pascoli alpini. Oltre 2.000 persone furono evacuate. Le infrastrutture subirono gravi danni: ponti crollati, strade interrotte e argini erosi. L’impatto ambientale fu importante, con oltre 200 fenomeni franosi censiti e vasti depositi di materiale detritico nei fiumi.
Lezioni apprese
L’evento del 2016 confermò la fragilità del bacino del Tanaro e il parallelo con l’alluvione del 1994 fu immediato. Tuttavia, le misure di prevenzione e i sistemi di allerta risultarono più efficaci rispetto al passato, evitando una tragedia di proporzioni maggiori. L’alluvione evidenziò l’importanza del monitoraggio meteorologico, della manutenzione delle opere idrauliche e del coordinamento della Protezione Civile. Oggi viene spesso richiamata come “campanello d’allarme” dei cambiamenti climatici in atto, con eventi estremi più frequenti e intensi.
Immagine di copertina: Agoravox
