Una combinazione di siccità prolungata, alte temperature, mancanza di precipitazioni e fenomeni di vento di caduta (Föhn) portò a creare condizioni estreme di pericolosità per incendi boschivi. Fra ottobre e novembre 2017, questi colpirono vaste aree forestali: secondo la Regione Piemonte, furono bruciati quasi 10.000 ettari di territorio, di cui circa 7.200 ettari di bosco. In tutta la Regione fu dichiarato lo “stato di massima pericolosità incendi boschivi”.
Impatto economico e ambientale
La campagna incendi boschivi del 2017 ha interessato circa 9.700 ettari di territorio piemontese, di cui 7.200 ettari di bosco, comprendendo anche vaste aree della provincia di Cuneo. Gli incendi hanno determinato perdite significative di risorse forestali e agricole, compromettendo la biodiversità locale e aumentando il rischio di erosione del suolo e frane nei territori montani e pedemontani. Le fiamme hanno inoltre generato emissioni di fumo e particolato, con effetti negativi sulla qualità dell’aria e sulla salute delle comunità circostanti. L’impatto complessivo ha reso evidente la vulnerabilità dei boschi e delle aree rurali a eventi estremi di questa scala.
Lezioni apprese
L’evento del 2017 ha sottolineato l’importanza della prevenzione e della pianificazione forestale: gestire il rischio incendi non significa solo intervenire durante l’emergenza, ma anche curare boschi, siepi, margini agricoli e percorsi di evacuazione, oltre a monitorare le condizioni meteorologiche estreme. Ha inoltre evidenziato il ruolo crescente dei cambiamenti climatici nel determinare ondate di siccità e venti favorevoli alla propagazione del fuoco.
La campagna incendi ha rafforzato la necessità di strumenti di allerta rapida, piani di intervento coordinati e politiche di sensibilizzazione delle comunità locali.
Immagine di copertina: Club Alpino Italiano
